20 Aprile 2010
Di: di Giorgio Dell'Era, presidente gruppo VPOD AET
Il personale dell'Azienda elettrica ticinese (AET) affiliato al Sindacato VPOD ha esaminato la situazione dell'Azienda dopo il voto del Parlamento, che a maggioranza si è espresso a favore della partecipazione di 24 milioni Euro alla centrale a carbone di Lünen. Chiaramente è stata una decisione sofferta e discussa, ma ora essa va mantenuta e applicata conformemente alle regole democratiche:
- per non intaccare la solidità finanziaria di AET con una svendita della partecipazione;
- per non penalizzare la popolazione ticinese e l'economia nell'approvvigionamento energetico, garantito dalla partecipazione: l'AET deve infatti garantire fornitura di energia a prezzi accettabili, soprattutto in un momento difficile per l'economia cantonale
Gli operai e gli impiegati AET affiliati al Sindacato VPOD esprimono pertanto viva preoccupazione per l'iniziativa popolare dei Verdi a favore della svendita della partecipazione alla centrale di Lünen entro pochi anni e chiedono pertanto al Sindacato VPOD e all'Unione sindacale svizzera - Ticino e Moesa di non appoggiare l'iniziativa.
La svendita della partecipazione significherebbe:
- causare un'importante perdita finanziaria all'Azienda, che è patrimonio di tutti i Ticinesi, e mettere a rischio la sua solidità e i suoi posti di lavoro;
- mettere a rischio anche lo sviluppo della produzione da parte di AET di energie rinnovabili:questo sviluppo implicherà infatti importanti investimenti da parte dell'Azienda nel settore idroelettrico e delle altre energie rinnovabili;
- obbligare AET ad acquistare sul mercato nel breve-medio temine energia elettrica, che è a prezzi maggiorati e che rischia di provenire dalle obsolete centrali elettriche dei Paesi dell'Est: pertanto si tratta di un autogoal economico ed ecologico.
Il gruppo VPOD del personale AET sostiene lo sviluppo di un Piano energetico cantonale, che permetta al Cantone di operare una svolta ecologica in tempi ragionevoli, e sostiene pure l'iniziativa popolare federale "Nuovi posti di lavoro grazie alle energie rinnovabili (Iniziativa cleantech)", che chiede alla Confederazione di sostenere gli investimenti a favore delle energie rinnovabili/efficienza energetica e che fissa il 2030 come termine per coprire la metà del fabbisogno energetico complessivo in Svizzera con energie rinnovabili. Una svolta energetica con questi orizzonti temporali, sostenuta dal Cantone e dalla Confederazione, è realistica ed auspicabile: essa permetterà di creare numerosi posti di lavoro e di rafforzare la produzione di energia elettrica pulita. Per assicurare questa svolta occorre un'Azienda elettrica ticinese finanziariamente sana e sostenuta da tutti i partiti, che cessi di essere terreno di scontro elettoralistico.











