28 Giugno 2012
Di: VPOD Regione Ticino
Il Direttore DTI Giambattista Ravano ha infatti comunicato ai molti docenti e collaboratori presenti la nomina del nuovo direttore dell'Istituto CIM per la sostenibilità nell'innovazione (ICIMSI), l'ing. Adriano Nasciuti: il concorso era stato aperto per il previsto pensionamento dell'attuale direttore prof. Claudio Boër.
Contemporaneamente il Direttor Ravano ha annunciato una nuova organizzazione del DTI: un settore dell'ICIMSI andrà a formare un nuovo istituto, denominato Istituto di sistemi e tecnologie per la produzione sostenibile (ISTePS), mentre il Laboratorio di Matematica e Fisica nell'Ingegneria sarà integrato nell'ICIMSI.
Senza entrare nel merito delle scelte personali e organizzative, il gruppo settore universitario VPOD, riprendendo la reazione dei docenti e dei collaboratori del DTI, si rammarica e deplora che ancora una volta nella SUPSI una decisione importante sia stata calata dall'alto, senza alcuna partecipazione dei docenti e collaboratori. Il personale degli Istituti colpiti dalla decisione non è infatti stato consultato a nessun livello e in nessun modo. Neanche le direzioni degli altri istituti del Dipartimento DTI sono state coinvolte o informate per tempo, benché partecipino regolarmente alle riunioni della Direzione del DTI. Nell'ultimo Collegio del DTI del 13 giugno scorso il Direttore si è astenuto dall'informare i presenti sulle sue intenzioni, che due settimane fa erano sicuramente già ben definite.
Questa procedura verticistica è in contrasto con la «Legge federale sulle scuole universitarie professionali» , che stabilisce all'art. 14: «l'autorizzazione è accordata purché sia provato che la scuola universitaria professionale: [...] g. garantisce a tutti gli appartenenti a una scuola universitaria professionale diritti di partecipazione adeguati.» La legge federale è ovviamente superiore alla legge cantonale, ossia la «Legge sull'Università della Svizzera italiana, sulla Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana e sugli Istituti di ricerca » (Legge USI/SUPSI), che non menziona il tema della partecipazione!
In ogni caso ricordiamo che, opportunamente, l'iniziativa popolare legislativa elaborata «Per un settore universitario ancorato al territorio e con condizioni di lavoro adeguate», consegnata nel novembre 2011 dal Sindacato VPOD con oltre 9'000 firme valide, prevede un nuovo art. 4 bis (Diritti di partecipazione) nella Legge cantonale USI/SUPSI:
1 Sono garantiti i diritti di partecipazione e le libertà accademiche del corpo accademico e intermedio nella gestione di USI e SUPSI, conformemente alla raccomandazione dell'UNESCO del 11 novembre 1997 concernente il personale insegnante dell'insegnamento superiore.
2 Nelle strutture partecipative sono integrati anche rappresentanti del personale che non appartiene al corpo accademico e degli studenti. I rappresentanti corpo accademico e del corpo intermedio costituiscono la maggioranza dei membri nelle strutture partecipative.
Infine ricordiamo che le «Raccomandazioni concernenti la condizione del personale insegnante nelle scuole superiori», adottate dall'UNESCO a Parigi nel novembre 1997 recitano al punto 32: «La collegialità si fonda in particolare sui seguenti principi: libertà accademica, divisione delle responsabilità, diritto di tutti gli interessati a partecipare alle strutture e ai processi di decisione in seno all'istituto, nonché creazione di meccanismi di consultazione. Tutte le questioni relative all'amministrazione e alla definizione delle politiche dell'insegnamento superiore, ai programmi d'insegnamento, alla ricerca, alle attività periuniversitarie, all'attribuzione delle risorse e alle altre attività connesse dovrebbero essere oggetto di decisioni collegiali, al fine di migliorare il livello d'eccellenza e la qualità accademica, nell'interesse di tutta la società.»
L'iniziativa popolare è all'esame del Gran Consiglio: di fronte agli avvenimenti odierni, che mostrano atteggiamenti opposti a quelli auspicati, si rivela più che mai opportuna una sua rapida concretizzazione per garantire maggiormente i diritti di partecipazione del personale USI/SUPSI.


