12 Novembre 2011
Commento alle 2 iniziative popolari di Raoul Ghisletta
Di: Raoul Ghisletta
Il Sindacato VPOD marca l’inizio dell’anno scolastico 2011/2012 con la raccolta firme per due nuove iniziative popolari: la prima è l’iniziativa popolare "Rafforziamo la scuola media - Per il futuro dei nostri giovani”, mentre la seconda è l’iniziativa “Per un settore universitario ancorato al territorio e con condizioni di lavoro adeguate”. Queste iniziative vogliono dare voce ai problemi della scuola media e del settore universitario, proponendo delle soluzioni concrete a favore di allievi, docenti e famiglie. Occorre mobilitarsi dal basso per dare un forte impulso al cambiamento nel settore della formazione, che interessa tutto il mondo politico e la società ticinese.
Noi vogliamo che si torni ad investire nella scuola dell’obbligo in Ticino. Il primo atto concreto per andare in questa direzione l’abbiamo fatto nel 2009 con le 10'000 firme a favore dell’iniziativa popolare “Aiutiamo le scuole comunali – Per il futuro dei nostri ragazzi”, che ha proposto investimenti mirati nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole elementari (riduzione del numero massimo degli allievi, generalizzazione di mense e doposcuola, potenziamento del sostegno agli allievi in difficoltà). Il Governo e il Parlamento dovranno decidere a breve che seguito dare all’iniziativa popolare: in caso di risposte inadeguate andremo senz’altro al voto popolare.
L’iniziativa popolare per rafforzare la scuola media è la logica continuazione dell’iniziativa per le scuole comunali: essa doveva già essere lanciata nel 2010, ma la (vittoriosa) campagna per il nostro referendum contro la meritocrazia ce lo ha materialmente impedito. Con la presente iniziativa vogliamo modificare la legge sulla scuola media del 1974, avanzando varie proposte, tra cui le principali sono la riduzione a 20 del numero massimo di allievi, la generalizzazione di mense e doposcuola, il potenziamento dei docenti di classe (raddoppio dello sgravio orario) e del monte ore, lo sviluppo dell’orientamento scolastico e professionale, una dotazione più adeguata del personale di biblioteche e segreterie scolastiche, una migliore collaborazione tra scuole medie e Comuni. L’iniziativa popolare “Per un settore universitario ancorato al territorio e con condizioni di lavoro adeguate” propone una modifica della legge sul settore universitario in modo da affrontare una serie di problemi emersi all’USI e alla SUPSI, non da ultimo quest’estate al Dipartimento formazione e aggiornamento di Locarno. L’iniziativa ha come obiettivo di ancorare maggiormente al territorio il settore universitario e di aumentare la trasparenza nelle assunzioni di personale. L’iniziativa popolare inoltre vuole mettere un termine al ribasso delle condizioni di lavoro nel settore universitario tramite la creazione di contratti collettivi di lavoro per il personale (ciò che permette di non svantaggiare il personale residente nei confronti del personale frontaliero). Infine l’iniziativa propone di potenziare la partecipazione democratica dei docenti, dei ricercatori e del restante personale, rafforzando l’autonomia universitaria.