24 Gennaio 2008
Di: ILISSI, Associazione interpreti in lingua dei segni della Svizzera italiana
A partire da questa conferma seguirono altre ricerche e progressivamente anche le comunità di persone sorde presero consapevolezza del valore della loro lingua. Si passa così da un aiuto alla comunicazione, ruolo assunto spesso da un familiare che accompagnava il sordo, alla figura di interprete formato.
L'interprete funge da ponte tra due interlocutori aventi culture e lingue diverse e permette una comunicazione diretta senza rischio d'interferenze e coinvolgimenti emotivi. Attualmente 40 paesi del mondo hanno riconosciuto la lingua dei segni nella propria Costituzione, come la Svezia e la Spagna, in articoli di legge oppure in semplici risoluzioni.
Va ricordato infatti, che non esiste una sola lingua dei segni universale ma queste lingue sono numerose e complesse, legate alle diverse culture delle regioni in cui vengono usate: in Ticino la lingua italiana dei segni é caratterizzata da influenze nazionali (francese e tedesco) e lombarde. L'interprete in lingua dei segni garantisce alle persone sorde un servizio professionale basato su un preciso codice deontologico. Esso é tenuto al segreto professionale, é una figura neutrale ed imparziale, che traduce fedelmente e in maniera completa i contenuti del messaggio trasmesso, così come avviene per le lingue orali. Svolge la sua attività in tre ambiti principali, si parla infatti di interpretariato di trattativa per situazioni quali le visite mediche, ecc., di interpretariato di conferenza per situazioni pubbliche quali conferenze e congressi e di interpretariato scolastico in caso di formazioni o riqualifiche professionali di adulti. Dal 1° gennaio 2008, grazie all'approvazione della nuova Legge Radiotelevisiva, in Svizzera viene assicurato giornalmente un programma di informazione tradotto in lingua dei segni. In Ticino si tratta dell'informazione flash delle ore 18.00 della TSI 1.
Attualmente in Ticino vi sono 9 interpreti che esercitano la loro attività a tempo parziale. La loro formazione triennale, conclusasi nel 1998 è stata organizzata dalla Scuola Cantonale per operatori sociali di Mendrisio in collaborazione con il Centro per Persone Audiolese, la Federazione Svizzera dei Sordi e l'Ente Nazionale Sordomuti di Milano.
Gli interpreti sottostanno ad un contratto collettivo di lavoro firmato dal Sindacato SSP/VPOD e dalla Fondazione Procom di Wald; quest'ultima da gennaio 2007 ha assunto direttamente la gestione del servizio, prima garantita dal Centro per Persone Audiolese di Massagno, tramite una collaboratrice sul territorio, parificando così il Ticino al resto della Svizzera.
Sapevate che:
In Svizzera le persone sorde hanno diritto alla presenza dell'interprete in lingua dei segni:
- gratuitamente nelle situazioni riconosciute dall'UFAS quali visite mediche, scuola, manifestazioni pubbliche organizzate da Cantoni o Comuni, colloqui in uffici pubblici, colloqui di lavoro e da luglio 2007 anche per questioni private;
- nell'ambito lavorativo e professionale: durante la prima formazione professionale (art.16 LAI), durante la riformazione professionale (art.17 LAI), per la rifusione delle spese cagionate da terzi (art.9 OMAI);
- nei rapporti con le autorità che sono tenute a considerare "i bisogni particolari delle persone affette da disturbi del linguaggio, audiolese o ipovedenti". (art.14 LDis). Inoltre l'Art.11 della ODis precisa che "Le unità amministrative, organizzazioni e imprese ai sensi dell'art.2 LOGA, prendono su richiesta di una persona affetta da disturbi del linguaggio, audiolesa o ipovedente, le necessarie disposizioni affinché tale personale possa incontrare il rappresentante competente dell'autorità e comunicare con lui".


