24 Aprile 2008
Di: Graziano Pestoni, presidente Consiglio degli anziani
Il Consiglio degli anziani, dopo aver preso atto di uno studio commissionato all'Università della Svizzera italiana, ha infatti voluto approfondire questa importante questione che oggi crea difficoltà a molte famiglie, anche per il fatto che buona parte dei costi ricadono direttamene sulle stesse. Ecco infatti la ripartizione della spesa sanitaria:
generale, sostiene il 27.3% della spesa;
I due terzi del finanziamento della sanità svizzera sono quindi a carico delle economie domestiche, e ciò in modo indipendente dalle capacità economiche dei cittadini. Inoltre il livello di spesa in Ticino risulta superiore del 17% rispetto al media svizzera. Anche le quantità consumate i Ticino sono superiori al resto della Svizzera. Le quantità maggiori si hanno in tre settori: il consumo di farmaci (+29%), la fisioterapia (+39%) e le analisi di laboratorio (+57%). Anche il sistema di sussidi per le fasce di reddito più basse risulta inadeguato. Non per l'ammontare dei sussidi, che è paragonabile a quello degli altri cantoni, ma per l'effetto soglia. Chi supera anche di un solo franco il limite è tenuto al pagamento integrale del premio.
Undici proposte
Per queste ed altre ragioni il Consiglio degli anziani ha elaborato undici proposte, all'intenzione delle Autorità federali o cantonali, che riassumiamo di seguito:
1. Compensazione tra cantoni
La percentuale di popolazione anziana residente in un cantone ha un impatto significativo sul suo livello medio di spesa. Se questo flusso verso il nostro Cantone fosse di una certa importanza, la popolazione ticinese si vedrebbe caricata degli oneri di solidarietà intergenerazionale che spetterebbero alle giovani generazioni di altri cantoni. In questo caso una possibile soluzione sarebbe quella di realizzare la compensazione dei rischi non solo tra casse di un dato cantone, ma anche tra le popolazioni dei diversi cantoni.
Il Consiglio degli anziani chiede quindi al Governo cantonale di verificare l'entità del flusso demografico e, se fosse il caso di intervenire presso le autorità federali per una modifica delle norme che prevedono la compensazione dei rischi.
2. l punto Tarmed
In Ticino il valore del punto Tarmed per i medici è fissato a 97cts., 10% in più rispetto alla media svizzera per le prestazioni della medicina di base, e 9% per i medici specialisti. Questa differenza risulta incomprensibile, se si considera che in Ticino il reddito medio per abitante è inferiore rispetto alla media svizzera. Il Consiglio degli anziani ritiene quindi che la convenzione tra Santésuisse e l'Ordine dei medici deve essere ridiscussa.
3. Le franchigie differenziate
Attualmente le franchigie differenziate rappresentano l'unica via d'uscita di cui dispongono gli assicurati per ridurre le spese. Ciononostante la possibilità di scegliere franchigie opzionali è contraria al principio di solidarietà tra cittadini sani ed ammalati e tra generazioni. Inoltre le franchigie opzionali danno luogo ad un circolo vizioso, poiché provocano un ulteriore aumento dei premi di anno in anno. Il Consiglio degli anziani invita il Cantone e i suoi rappresentanti a intervenire presso le Autorità federali affinché questo sistema venga soppresso.
4. Reti di cura
I modelli di reti di cura integrate (per esempio il modello denominato "medico di famiglia") potrebbero correggere l'attuale frammentazione delle cure, che porta spesso a costi indotti elevati e consentire un diverso approccio culturale alla medicina. Il consumo di prestazioni sanitarie sarebbe sotto il controllo di un medico o di una struttura di riferimento. Il sistema dovrebbe permettere un risparmio effettivo e significativo sui premi della cassa malati, senza tuttavia limitare la libertà dei pazienti. Il Consiglio degli anziani ritiene che l'Ente ospedaliero potrebbe promuovere un simile sistema, fondandosi sulle sue strutture e sulla rete di medici generici presenti sul territorio.
5. Riforma del finanziamento ospedaliero
Il Ticino ha il maggior numero di cliniche di cura generale non sussidiate. Una delle conseguenze è quindi la grossa parte di spesa coperta in Ticino dai premi dell'assicurazione obbligatoria. A partire dal 2012 i cantoni saranno chiamati a uniformare i contributi pubblici alle strutture ospedaliere, pubbliche e private, presenti sul loro territorio. I cantoni avranno però tempo fino al 2017 per adeguarsi alla nuova regolamentazione. Questi margini di tempo sono giudicati troppo lunghi dal Consiglio degli anziani.
6. Pianificazione ospedaliera cantonale
Rispetto ad altri cantoni, il Ticino ha un numero sproporzionato di cliniche, ospedali e apparecchiature diagnostiche. Il Consiglio degli anziani chiede all'Autorità cantonale di rivedere la pianificazione ospedaliera cantonale e di dimostrare maggior coraggio nelle future scelte. I contratti di prestazione con i fornitori di prestazione privati non devono inoltre più prevedere il riconoscimento globale di un istituto, bensì soltanto delle prestazioni necessarie.
7. Moratoria sugli studi medici
La ricerca ha evidenziato come la densità di medici di base e la densità di medici specialisti abbiano una diversa influenza sull'aumento della spesa sanitaria socializzata. Una soluzione potrebbe essere attuata: in caso di interruzione d'attività da parte di uno specialista, l'autorizzazione sarebbe data di preferenza per l'apertura di uno studio da parte di un medico generico. Questo, ovviamente, se la moratoria fosse confermata fino al 2010.
8. Sussidi agli assicurati
Il modello cantonale per il calcolo dei sussidi non è adeguato. Infatti, per coloro che superano di poco il limite di reddito, tutto il premio resta a carico del singolo. In altre parole l'effetto soglia è importante e penalizza chi, pur con un reddito basso, non ha diritto al sussidio o riceve solo un sussidio parziale per i figli minorenni. Il Consiglio degli anziani chiede quindi al Governo cantonale di modificare il sistema di calcolo dei sussidi, in modo da ridurre l'effetto soglia e rendere la riduzione dei premi più efficace.
9. Elevato consumo di farmaci
Lo studio evidenzia come il consumo di farmaci sia molto elevato in Ticino. Vi è pure un problema nella tipologia dei farmaci consumati. In molti casi, per lo stesso principio attivo, in Ticino vengono scelti i farmaci più cari sul mercato; in altri casi si constata che alcuni farmaci, indicati per un certo tipo di disturbo, sono prescritti in modo eccessivo. Potrebbe essere utile una maggiore sensibilizzazione dei pazienti verso un minor consumo di medicinali; d'altro lato i medici curanti dovrebbero essere sollecitati a indirizzarsi maggiormente verso i farmaci cosiddetti "generici".
10. Assicurati insolventi
Con la riforma dell'art. 64 della LAMal (2006) gli assicuratori malattia hanno il diritto di sospendere l'assunzione dei costi delle prestazioni di assicurati insolventi e la sospensione è mantenuta finché il debitore non ha saldato integralmente i premi e gli arretrati. Questo comporta il rischio che queste persone non riescano più a rientrare nell'assicurazione malattia, cosa che rappresenta un paradosso, se si considera che l'assicurazione è obbligatoria e che la copertura dovrebbe essere universale. In Ticino questo problema tocca migliaia di persone, ma a differenza di altri cantoni, il Consiglio di Stato ha scelto di non aiutare in modo adeguato chi si trova in una situazione di reale e accertato bisogno.
Il Consiglio degli anziani ritiene che lo Stato debba intervenire per garantire la copertura dei debiti con la cassa malati e provvedere al pagamento dei premi.
11. Solidarietà e consumi
Mentre si tenta di promuovere una maggior responsabilizzazione degli assicurati, si assiste ad uno stravolgimento dei principi che dovrebbero essere alla base dell'assicurazione malattia: ossia, il pagamento dei premi viene sempre più considerato come una capitalizzazione a proprio beneficio, invece di costituire un pilastro centrale della solidarietà.
Il Consiglio degli anziani ritiene quindi necessario sensibilizzare i cittadini e i pazienti, tramite campagne mirate: da un lato per promuovere la prevenzione (stile di vita e comportamenti responsabili verso la propria salute), dall'altro per promuovere un consumo ragionato di prestazioni sanitarie.


