14 Dicembre 2009
PIù di 1700 firme di impiegati contro la manicacrazia!
Di: di Rezia Boggia e Raoul Ghisletta
1'734 impiegati cantonali dicono di NO alla manicacrazia, ossia alla nuova legge stipendi dello Stato, per il tramite di una petizione lanciata dal nostro Sindacato. Mentre l'OCST statali sta alzando bandiera bianca (inventando incredibili metodologie per applicare la manicacrazia agli impiegati!!!), mentre il CCS (Comitato di coordinamento sindacale) dorme della grossa, il Sindacato VPOD Ticino ha continuato a lavorare e il 9 dicembre ha consegnato al Governo 1734 firme di impiegati cantonali per dire NO al sistema salariale basato sulle performances individuali della nuova legge stipendi e che rivendica le 40 ore settimanali. Molti impiegati, che non hanno potuto esprimersi democraticamente in una consultazione sul nuovo sistema salariale, hanno firmato la petizione del Sindacato VPOD, malgrado la controffensiva dei vertici del DFE/Sezione delle risorse umane, che tentano di convincere i dipendenti della bontà della nuova legge stipendi. La nostra battaglia continuerà e se il progetto di legge stipendi uscirà dal Parlamento senza modifiche sostanziali dovremo valutare il lancio del referendum, come chiesto dall'assemblea del gruppo VPOD polizia lo scorso 13 novembre. E stavolta le firme le raccoglieremo tra tutti i dipendenti (docenti compresi) e tra tutti i cittadini, chiedendo di firmare contro una legge stipendi che privilegia gli alti funzionari con aumenti importanti dei loro alti salari e che penalizza il servizio pubblico. Il sistema salariale che il Governo vuole introdurre per gli impiegati dal 2011 è infatti riesumato dalle scartoffie della fallita Arthur Andersen, la quale ha veicolato sempre idee di stampo neoliberista che hanno portato alla sua stessa rovina. Il sistema, se passerà presso lo Stato, sarà imitato anche da altri enti (Comuni, enti sociosanitari), creando ovunque divisioni e malumori tra i dipendenti delle classi medio-basse, che salarialmente marceranno sul posto. Ma c'è da scommettere che tra qualche anno il sistema della manicacrazia farà capolino anche nella scuola pubblica cantonale e comunale. Il servizio pubblico non è la banca o l'assicurazione, dove chi più vende più è pagato. C'è una cultura del servizio al pubblico, che è fatta di rispetto della legge, di attenzione agli utenti, di collaborazione tra dipendenti, di lavoro in équipe, che si scontra con la cultura privatistica dei bonus salariali e degli aumenti salariali in base alle performances degli individui. Spetterà al Comitato di regione VPOD Ticino decidere sul lancio di un referendum contro la nuova legge stipendi: in tal caso avremo bisogno della mobilitazione di tutti i dipendenti del settore pubblico, docenti compresi, per raccogliere in poche settimane le firme necessarie e per convincere il resto della popolazione del pericolo che corre il servizio pubblico.