02 Aprile 2010
Ancora disguidi per la cassa malati dei frontalieri
Di: di Massimo Mantovani, sindacalisti VPOD
La sanatoria del 2008 non ha completamente risolto la questione della scelta tra l' affiliazione al servizio sanitario nazionale italiano o ad una cassa malati svizzera. Infatti ancora parecchi frontalieri non compilano nei termini previsti, o non compilano affatto il modello per l'esclusione dall'iscrizione ad una cassa malati svizzera. In particolare molti lavoratori frontalieri di nuova assunzione (pare circa 2'000) non hanno compilato il modulo TI1 per far valere la loro opzione, in applicazione degli accordi bilaterali.
L''Istituto delle assicurazioni sociali (IAS) sta applicando la suddetta norma in maniera molto rigida e dalle segnalazioni ricevute dai nostri associati risulta che nella comunicazione ai lavoratori si dica esplicitamente che non vi sia possibilità di ricorso e che i ricorsi inoltrati sono stati respinti. Ricordiamo che per far valere il diritto di opzione il modulo citato deve essere tassativamente compilato e rispedito entro il termine perentorio di 90 giorni dall'inizio dell'attività in Svizzera.
I parlamentari vicini al sindacato stanno intervenendo in Gran consiglio per richiedere sia una maggiore attenzione nella trasmissione del suddetto modulo inviandolo per posta raccomandata (sinora è stato inviato per posta ordinaria) anche in considerazione del pessimo funzionamento del servizio postale italiano, sia una maggior flessibilità nel trattare i casi, visto che ai lavoratori non è stato mandato alcun richiamo, e non è stato accertato se chi ha ricevuto la contestazione di mancato esercizio dell'opzione e conseguente richiesta di iscrizione alla casa malati abbia effettivamente ricevuto il modulo TI1. Chiediamo dunque maggior attenzione a questo tema e soprattutto maggior trasparenza.