22 Aprile 2010
Di: di Werner Carobbio, presidente pensionati VPOD
Se qualcuno credeva che la crisi finanziaria che ha investito la piazza finanziaria avrebbe insegnato qualche cosa ai vertici delle due grandi banche svizzere deve ricredersi. Incassato (almeno per quanto riguarda UBS) l'aiuto miliardario della Confederazione e della Banca Nazionale, malgrado il risultato negativo 2009 di UBS di 2,7 miliardi e nonostante siano ancora nell'occhio del ciclone riguardo alla protezione garantita agli evasori fiscali di diversi paesi, i vertici continuano imperterriti nella loro pratica di attribuirsi bonus milionari.
Ecco allora UBS che sblocca 69 milioni di franchi per remunerare i suoi dirigenti, dei quali 54 milioni in bonus. Il suo direttore generale Grübel si è attribuito 3 milioni, dopo aver ricevuto alla sua entrata in funzione presso la banca opzioni su azioni per 13 milioni da implementare a partire dal 2010. Ma il primato spetta a Carsten Kengeter, vecchio dirigente della Goldmann Sachs e attuale responsabile delle attività di "trading" oltre che corresponsabile della banca d'investimenti: gli sono stati attribuiti 13 milioni. Come se non bastasse, la banca ha versato 39 milioni ai sei direttori che hanno lasciato l'istituto, tra i quali Marcel Rohner e Peter Kurer. Ma non finisce qui. Alla prossima assemblea degli azionisti, ai quali saranno sottoposte per un voto consultivo non vincolante le decisioni sulle rimunerazioni che i vertici si sono autoassegnati, si propone di rinunciare a ogni procedura penale o civile nei confronti degli alti dirigenti responsabile dei buchi miliardari provocati con le loro scriteriate operazioni sui mercati esteri, americano in particolare. Proposta che interessa in primo luogo Marcel Ospel, partito a suo tempo con liquidazioni milionarie. Parlare di scandalo è dir poco. In realtà siamo di fronte a una vera provocazione. Da parte sua il Credito svizzero, che ha chiuso i suoi conti 2009 in nero, non è stato da meno. Anche i suoi vertici si sono distribuiti remunerazioni e bonus miliardari. Decisioni tanto scandalose che hanno provocato, almeno a parole, le reazioni negative e scandalizzate anche di ambienti tradizionalmente vicini alle banche come, ad esempio, la Neue Zürcher Zeitung. Insomma nonostante la crisi nulla è cambiato nella pratica dei vertici delle due grandi banche svizzere. Il che non sorprende più di quel tanto, visto come la politica o meglio le maggioranze borghesi di centro destra si sono sempre rifiutate e continuano a rifiutare l'adozione di disposizioni legali vincolanti che possano porre fine a tali pratiche. Una ragione in più per firmare l'iniziativa dei giovani socialisti svizzeri 1:12, che vuole limitare il divario fra il salario minimo medio svizzero e le più alte rimunerazioni a 12 volte. Così come occorrerà sostenere l'iniziativa Minder e il relativo controprogetto diretto contro le "remunerazioni abusive". Remunerazioni, oltre che abusive, scandalose e provocatorie.











