22 Aprile 2010
Di: di Graziano Pestoni, deputato Gran Consiglio
Lo scorso 16 marzo ho posto al Consiglio di Stato precisi interrogativi sulle privatizzazioni della sorveglianza al Penitenziario cantonale, una struttura complessa e delicata nel quale, periodicamente, sorgono problemi e disagi, come rilevato tra l'altro anche dal rapporto 1° aprile 2008 di Henri Nuoffer, segretario della Conferenza latina dei direttori dei Dipartimenti di giustizia e polizia.
In particolare mi preoccupa l'appalto della ronda esterna ad agenzie private di sicurezza. Benché si tratti di un lavoro non a contatto con i detenuti e nemmeno con altri agenti o visitatori, non è tuttavia ammissibile che il Cantone affidi questi compiti a personale di agenzie private di sicurezza, senza nessuna qualifica e senza nessuna conoscenza approfondita di quanto potrebbe succedere e dovrebbero fare in caso di necessità (evasione). Preoccupa pure molto la privatizzazione del servizio di sorveglianza all'entrata del carcere. Anche questi compiti, particolarmente delicati in quanto riguardano i contatti tra, d'un lato, il carcere e i detenuti e, d'altro lato, il carcere e il mondo esterno, è stato affidato ad agenzie private di sicurezza. La risposta del Governo è stata tempestiva, ma insoddisfacente. Per la privatizzazione delle ronde esterne si adducono ragioni economiche (minor costo) e di disponibilità immediata delle risorse umane. Per il servizio di sorveglianza all'entrata del Penitenziario il Governo motiva la privatizzazione con la carenza di effettivi per il periodo dal 15 aprile 2009 fino al giugno 2010. Il Consiglio di Stato poi non esclude un'estensione della privatizzazione. Noi ribattiamo che alla carenza di effettivi si può porre rimedio semplicemente assumendo il personale necessario, superando le assurde decisioni del Consiglio di Stato di limitare gli effettivi degli statali. In secondo luogo non corrisponde al vero che i servizi privatizzati sarebbero meno importanti rispetto ad altri. Per esempio, in caso di evasione, il personale addetto alla ronda esterna non dispone di alcuna formazione e potrebbe essere all'origine di drammi, come già successo in passato. La stessa cosa vale per il servizio all'entrata. Osiamo sperare perlomeno che nel caso in cui dovessero sorgere problemi, il Consiglio di Stato non scarichi le responsabilità sul personale...











