22 Aprile 2010
Di: di Pascal Brueder Wyss, Caritas Svizzera (Alliance Sud)
La povertà ha svariate facce ed alcune - che si notano appena nella vita di tutti i giorni - restano a lungo nascoste. Me ne sono resa conto all'inizio di questo "Anno europeo di lotta contro la povertà e l'esclusione sociale", quando Caritas Svizzera ha valutato in cifre la povertà nel nostro paese, rilanciando così un dibattito nient'affatto facile. Ma perché facciamo tanta fatica a parlare della povertà?
Dapprima, perché si tratta di un soggetto difficile da cogliere in tutta la sua complessità. A questo proposito, la rivendicazione di rapporti cantonali sulla povertà è assolutamente legittima, perché questi dati concreti aiuteranno a meglio comprendere il problema e ad agire poi in maniera mirata. Inoltre, perché in Svizzera abbiamo troppo spesso tendenza ad occultare la povertà. Il primo riflesso è di rimettere in discussione la sua definizione, piuttosto che di vedere le dimensioni di questa sfida sociale. La posta in gioco è proprio quella di confrontarsi, in profondità con la povertà quale fenomeno sociale che mette la nostra società a dura prova. Questa discussione è indispensabile se vogliamo fare luce sulle zone d'ombra e venire a capo dei pregiudizi. Bisogna considerare la nostra responsabilità comune e cercare soluzioni piuttosto che capri espiatori. In questa prospettiva, mi rallegro del lavoro pionieristico e chiarificatore di Caritas. Quest'organizzazione di cooperazione internazionale non si è accontentata di quantificare la povertà nel nostro paese, ma ha ricordato che la coesione della nostra società è l'arma migliore contro questo flagello. A lato della società civile, i politici sono anch'essi chiamati a promuovere l'inserimento dei giovani, delle famiglie con bambini, degli anziani, delle e dei migranti nel bisogno, e la loro partecipazione alla vita sociale. In qualità di prima cittadina del paese, sono particolarmente cosciente del ruolo del Parlamento federale nella consolidazione della nostra comunità nazionale. Il 2010 sarà un anno chiave in materia di politica sociale: numerosi progetti di legge che potrebbero avere delle ripercussioni importanti sulla sicurezza, sulla libertà delle persone di questo paese sono sul tavolo. Mi auguro che in occasione dell'Anno europeo di lotta contro la povertà e l'esclusione sociale, le Camere federali riescano a fare un passo verso l'uguaglianza delle possibilità. Ci si aspetta da noi che investiamo nella formazione, nella formazione continua e che coordiniamo meglio le misure negli ambiti della gioventù, della famiglia, degli anziani, del mercato del lavoro e della migrazione. Nella lotta contro la povertà, i comuni, i cantoni e la Confederazione devono lavorare mano nella mano, appoggiandosi sul senso della responsabilità di tutti i componenti della società. La povertà possiede molte facce - guardiamole negli occhi e uniamo le nostre forze per bloccare l'esclusione sociale, ovunque sia possibile.











