27 Maggio 2010
Di: di Mara Rossi, sindacalista VPOD
Nonostante il tempo avverso, migliaia di lavoratrici e lavoratori sono scesi nelle piazze di tutta la Svizzera in occasione del primo maggio. In Ticino, la manifestazione organizzata a Lugano dal-l'Unione sindacale svizzera è stato un momento di rivendicazione e di festa.
Licenziamenti, disoccupazione, e bonus spropositati sono stati i temi che hanno fatto da sfondo al primo maggio appena trascorso. Unanimi le critiche agli speculatori che hanno portato la crisi e che ora la fanno pagare a caro prezzo alle lavoratrici e ai lavoratori per cercare di risanare la situazione, alla logica del profitto e allo smantellamento sociale. Ribadendo la loro richiesta di giustizia sociale, i manifestanti partiti dal Padiglione Conza hanno raggiunto con striscioni e bandiere Piazza Manzoni per gli interventi. Ad aprile la parte ufficiale della manifestazione le parole registrate di Bill Arigoni, riproposte in un toccante documento audio dal figlio Alessio. Durante la prima relazione, Saverio Lurati, presidente dell'USS Ticino e Moesa, ha annunciato il lancio dell'iniziativa popolare per i salari minimi, previsto entro fine anno. Ha poi raccontato la sua storia Novella Chavez: impiegata per 22 anni in una fabbrica di orologi, è stata licenziata al suo rientro dopo la gravidanza, perché "costava troppo" e perché quale presidente della commissione del personale ha difeso i diritti delle sue colleghe. Alcuni interventi sono stati poi dedicati a due categorie particolarmente esposte ai rischi della crisi: le donne e i giovani. Françoise Gehring, segretaria sindacale SEV e presidente del gruppo donne dell'USS, ha denunciato le condizioni lavorative delle donne, oggi spinte a farsi da parte in nome della crisi economica e ancora colpevolizzate per le loro scelte professionali. Sui diritti spesso negati ai giovani lavoratori è invece intervenuta Daniela Raggi, del Sindacato Comedia, sottolineando come la revisione della legge sull'assicurazione disoccupazione voglia ulteriormente peggiorare la precaria situazione dei giovani che entrano nel mondo del lavoro. Toccante pure l'intervento di Bruno Pesce, sindacalista di Casale Monferrato e rappresentante delle famiglie di operai e cittadini deceduti a causa della lavorazione dell'amianto negli stabilimenti Eternit. Dalle 18 in poi la manifestazione è proseguita in musica, indiscutibile strumento di unione e di forza collettiva. Sono saliti sul palco dapprima gli Ematoma, seguiti da Fabrizio Varchetta e& Witko e dall'acclamato gruppo ticinese Vad Vuc. A concludere la serata ci hanno pensato i Modena City Ramblers, i quali hanno regalato al pubblico un emozionante concerto con i loro pezzi più belli e impegnati. Nonostante la pioggia battente che ha colpito la città in serata, le circa 3'000 persone radunate in piazza (fra cui moltissimi giovani) non hanno desistito, dando a questo primo maggio un senso ancora più forte, e dimostrando una volontà di lottare contro l'ingiustizia sociale nonostante tutte le avversità... pioggia compresa!











