27 Maggio 2010
Di: di Mara Rossi, sindacalista VPOD
I mercati economici e i governi ai loro ordini stanno dettando alla Grecia una terapia antisociale sconcertante.
In cambio del supposto "aiuto" prestato al paese in crisi, l'Unione europea e il Fondo monetario internazionale (80 miliardi prestati dalla prima a un tasso di interesse del 5% e 30 miliardi prestati dal secondo a un tasso variabile del 3.75%) pretendono infatti di imporre un nuovo piano di austerità drastica ai dipendenti, nonché ai servizi pubblici: tagli importanti dei salari nelle funzioni pubbliche, riduzione delle pensioni, innalzamento dell'età di pensionamento, aumento dell'IVA dal 21% al 23%, facilitazioni dei licenziamenti, ecc. Ma le lavoratrici e i lavoratori resistono: dopo le manifestazioni combattive del 1. maggio, il 4 maggio si sono tenute delle nuove manifestazioni di protesta. Un ulteriore sciopero generale (il terzo), convocato dai sindacati del privato e del pubblico, ha inoltre paralizzato il paese il 5 maggio. Un'azione di solidarietà politica e sindacale è stata organizzata proprio il 5 maggio davanti alla sede dell'ONU a Ginevra. Le dimostrazioni di solidarietà sono molto importanti, soprattutto ora che i programmi di austerità sembrano estendersi a tutta l'Europa. Portogallo e Spagna prevedono infatti dei tagli drastici nelle spese pubbliche e in Francia il ministro dell'Economia Christine Lagarde prende esempio dall'aumento dell'età di pensionamento della Grecia per giustificare gli attacchi alle pensioni.











