27 Maggio 2010
Di: di Werner Carobbio, presidente pensionati VPOD
In materia di favori fiscali ai ricchi la Svizzera non è certo l'ultima della classe. Evasione fiscale che non considerata reato, concorrenza cantonale che permette a chi ha grossi redditi e sostanze consistenti di stabilirsi dove si pagano meno imposte, segreto bancario spesso copertura per capitali in fuga: questi sono gli strumenti a disposizione per chi, straniero o svizzero, non vuole pagare il dovuto al fisco. Strumenti dei quali evidentemente non possono approfittare lavoratrici e lavoratori e pensionati, ossia chi per vivere conta solo sul proprio reddito.
Ma vi è un altro strumento a disposizione dei ricchi possidenti stranieri: la tassazione globale. Si tratta di una disposizione delle leggi fiscali che tassa il ricco possidente straniero che prende domicilio in Svizzera non sulla base dei suoi effettivi redditi e dei suoi reali patrimoni, bensì in base al cosiddetto dispendio (forfait calcolato su un importo di cinque volte la spesa per l'affitto). La tassazione globale è particolarmente in voga in alcuni cantoni romandi e in Ticino. Questo, si sostiene, perché permette di avere nel proprio cantone redditieri che pagano delle imposte importanti, anche se di molto inferiori al dovuto.
Questa tassazione discriminatoria verso i contribuenti svizzeri ha sollevato numerose critiche negli ultimi tempi, ma i governi e le maggioranze di centro-destra continuano a difenderla. Zurigo ha deciso di abolirla in votazione popolare; San Gallo ha indirizzato un'analoga proposta all'Assemblea federale, ma la proposta è già stata respinta dal Consiglio degli Stati. In altri cantoni sono partite iniziative simili o miranti almeno a rendere più severi i criteri di calcolo. Anche in Ticino è stata presentata una proposta analoga di risoluzione cantonale che chiede l'abolizione, o in via subordinata il cambiamento dei criteri, la quale ora è al vaglio della Commissione tributaria del Gran Consiglio. La tassazione globale è dunque sempre più messa in discussione, al punto che la Conferenza dei direttori delle finanze cantonali, per evitare che l'esempio di Zurigo faccia scuola, ha proposto al Consiglio federale di rivedere i criteri e i minimi in uso nella maggioranza dei cantoni. In pratica si propone di fissare il minimo d'imposizione a Fr. 400.000.- annui e di determinare il dispendio sulla base di 7 volte l'affitto (o valore locativo) o il triplo della pensione (inteso come pensione in albergo pasti compresi). I citati criteri sarebbero da considerare cumulativamente. Il Dipartimento federale delle finanze si è impegnato a mettere in consultazione entro l'autunno un progetto e a presentare un messaggio in tal senso al Parlamento federale a inizio 2011.
Trattasi di un primo modesto passo, anche perché non è ancora chiaro in che misura i cambiamenti saranno vincolanti per i cantoni. Ma comunque un passo nella giusta direzione, in attesa che si creino le condizioni politiche per l'abolizione totale della tassazione globale.











