Energia, elettricità, gas
Per una politica energetica d'avanguardia
Il settore energetico deve essere in grado di soddisfare i bisogni della popolazione ed essere compatibile con la protezione dell'ambiente, prima di pensare a realizzare importanti profitti. Per essere vicine al cittadino e ben funzionanti le aziende di produzione e distribuzione di energia devono essere sottoposte a una chiara politica energetica e disporre di personale motivato, versatile e creativo, che abbia adeguate possibilità di sviluppo professionale. Occorre anche fare in modo che le competenze tecniche e il lavoro di gruppo siano tra loro collegati per soddisfare i bisogni della popolazione.
Tramite la Commissione nazionale energia VPOD, formata da membri e sindacalisti del settore energetico il Sindacato agisce a livello nazionale per orientare la politica energetica svizzera. Il Sindacato SSP/VPOD ha, tra l'altro, promosso il referendum vittorioso contro la legge federale che promulgava liberalizzazione del mercato elettrico, la quale venne respinta dal popolo il 22.9.2002. Il Sindacato SSP/VPOD vuole mantenere in mani pubbliche la distribuzione dell'energia e promuovere l'energia rinnovabile anziché quella nucleare.
Professionalità e buone condizioni di lavoro
Il Sindacato SSP/VPOD promuove la professionalità e le condizioni di lavoro delle/dei dipendenti, oggi sottoposte a un'importante pressione al ribasso dal processo europeo di liberalizzazione del mercato energetico, che porta con sé anche una riduzione notevole dei posti di lavoro.
Il Sindacato SSP/VPOD approfondisce con i membri del settore i problemi sindacali e di funzionamento delle aziende per trovare assieme la via migliore volta a promuovere i diritti delle/dei dipendenti e la qualità del servizio. è da segnalare in particolare il rinnovo del contratto collettivo di lavoro dell'Azienda elettrica ticinese dal 1.1.2007, che ha permesso di mantenere condizioni di lavoro eque e trasparenti: in effetti in un sistema salariale senza scala salariale e con salari individualizzati va persa ogni trasparenza e si corre il rischio di creare situazioni poco eque dal profilo salariale tra le varie categorie professionali e tra i vari dipendenti.




