AIM: No alla strumentalizzazione dei lavoratori!

Presa di posizione dei docenti VPOD sul progetto dipartimentale “La Scuola che verrà”

Il Sindacato docenti VPOD ha approfondito il tema per dare il proprio contributo alla seconda consultazione sul documento “La scuola che verrà” (aprile 2016), allestendo la presente presa di posizione, frutto di una serie di incontri con docenti di ogni ordine e grado di scuola, culminati nell’assemblea dei docenti VPOD del 7 febbraio 2017.

Ricordiamo che, con circa 700 membri, il gruppo docenti del Sindacato VPOD rappresenta la maggiore organizzazione di categoria del cantone Ticino.

Ribadendo il pieno riconoscimento degli ideali di equità, inclusività, educabilità riscontrabili nel progetto, il giudizio che formuliamo sulle proposte concrete della riforma “La scuola che verrà”, contenute nel documento presentato dalla Divisione scuola nell’aprile del 2016 oggetto della presente consultazione, in estrema sintesi è:

1) positivo per le scuole comunali: indichiamo in ogni caso alcune importanti richieste di miglioramento;

2) per ora negativo per la scuola media, dove indichiamo punti problematici, che se non risolti dal Dipartimento educazione cultura e sport, determineranno la nostra opposizione al progetto per salvaguardare la qualità dell’insegnamento.

I punti problematici del progetto per la qualità della scuola media sono sinteticamente così riassumibili:

A) modalità insoddisfacente di insegnamento a effettivi ridotti di allievi, che è stata probabilmente determinata da ragioni finanziarie;

B) pericoloso sovraccarico sul docente generato dall’estrema complessità dell’insegnamento sia a blocchi, sia a effettivi ridotti, come pure dalle pesanti modalità di valutazione dettagliata degli allievi, aspetti che vengono sottovalutati dal documento del Dipartimento.

Auspichiamo, contrariamente a quanto purtroppo avvenuto al termine della prima consultazione, che il Dipartimento tenga ora conto delle proposte dei docenti: l’assemblea docenti VPOD ha indicato chiaramente che senza importanti correttivi la riforma non avrebbe senso. (...)

Continua a leggere (pdf).