Palazzo di giustizia rovente: la salute del personale non può attendere oltre!

Da: Redazione

Tramite il co-segretario Edoardo Cappelletti, il Sindacato VPOD ha scritto alla Sezione della logistica in merito alle condizioni ambientali presso il Palazzo di giustizia, con particolare riferimento agli spazi affacciati su via Bossi dove sono situati diversi servizi legati alla giustizia.

Palazzo di giustizia rovente: la salute del personale non può attendere oltre!

Stando alle segnalazioni ricevute, durante i periodi di caldo intenso i locali risultano difficili da sopportare a causa di temperature elevate, di un arieggiamento carente e di una regolazione degli impianti non appropriata. Il disagio sarebbe specialmente sentito in determinati uffici e settori, con ricadute concrete sulle condizioni lavorative e sulla salute dei dipendenti.

In tale contesto, a causa di una gestione climatica non uniforme e di una distribuzione disomogenea delle temperature, si lamentano locali troppo caldi a seconda dei piani e degli uffici. Problemi analoghi si manifesterebbero anche durante i periodi freddi dell’anno, evidenziando una criticità più generale relativa alla regolazione climatica dell’edificio.

Un inconveniente specifico, inoltre, concerne la ventilazione e l’infrastruttura delle finestre. Queste dovrebbero di norma restare chiuse, ma ciò renderebbe insufficiente il ricambio d’aria nei locali. Il personale si trova quindi portato ad aprirle per rendere gli uffici più respirabili, con il rischio di compromettere ulteriormente il mantenimento di una temperatura adeguata.

Il Sindacato VPOD rileva altresì che alcuni collaboratori avrebbero dovuto ricorrere a dispositivi personali per attenuare il disagio: una risposta fondata su espedienti individuali, non coordinati e a carico dei singoli non può tuttavia rappresentare una soluzione accettabile e sostenibile. In effetti, gli strumenti di raffrescamento e ventilazione necessari dovrebbero essere messi a disposizione direttamente dal Cantone in quanto datore di lavoro.

Ora, il fatto che le tempistiche di un possibile trasferimento della giustizia appaiano tuttora indefinite non può giustificare un ulteriore rinvio delle misure urgenti e necessarie. In questo senso, pur nella consapevolezza dei limiti tecnici e impiantistici dello stabile, l’attesa di alternative logistiche non può avvenire a scapito della salute e della sicurezza del personale.

Il Sindacato VPOD chiede pertanto un monitoraggio aggiornato delle condizioni interne nei locali maggiormente problematici, con particolare attenzione alle temperature, alla ventilazione e alla qualità dell’aria negli spazi su via Bossi. Nel contempo, rivendica l’adozione di soluzioni immediate a tutela del personale, quali la messa a disposizione di impianti mobili di raffrescamento, ventilatori portatili e misure provvisorie di isolamento termico.

Più in generale, il problema deve essere affrontato anche in una prospettiva complessiva, intervenendo in modo mirato sulla regolazione degli impianti e valutando gli adeguamenti necessari per garantire un arieggiamento e un raffrescamento più equilibrati tra i vari piani.

Il Sindacato VPOD si attende che il personale riceva indicazioni chiare sulle misure adottate, sull’impiego dei dispositivi forniti dal Cantone e sui canali attraverso cui segnalare le criticità. Considerato che le ondate di caldo sono sempre più frequenti, occorre affrontare il problema in maniera preventiva e tempestiva, al fine di garantire condizioni di lavoro appropriate e sicure.